Noi conosciamo la verità non soltanto con la ragione, ma anche con il cuore. I princìpi si sentono, le proposizioni si dimostrano, e il tutto con certezza, sebbene per differenti vie. Ed è altrettanto inutile e ridicolo che la ragione domandi al cuore prove dei suoi primi princìpi, per darvi il proprio consenso, quanto sarebbe ridicolo che il cuore chiedesse alla ragione un sentimento di tutte le proposizioni che essa dimostra, per indursi ad accettarle. Questa impotenza deve, dunque, servire solamente a umiliare la ragione, che vorrebbe tutto giudicare, e non a impugnare la nostra certezza, come se solo la ragione fosse capace d’istruirci. Piacesse a Dio che, all’opposto, non ne avessimo mai bisogno e conoscessimo ogni cosa per istinto e per sentimento! Ma la natura ci ha ricusato un tal dono; essa, per contro, ci ha dato solo pochissime cognizioni di questa specie; tutte le altre si possono acquistare solo per mezzo del ragionamento. Ecco perché coloro ai quali Dio ha dato la religione per sentimento del cuore sono ben fortunati e ben legittimamente persuasi. Ma a coloro che non l’hanno, noi possiamo darla solo per mezzo del ragionamento, in attesa che Dio la doni loro per sentimento del cuore: senza di che la fede è puramente umana, e inutile per la salvezza.
Blaise Pascal
Tante volte, troppe volte, sono stata rimproverata di essere tutta istinto e niente ragione.
Qualcuno è anche riuscito a farmene fare una colpa ed io, come una stupida, pensando di dovermi migliorare, ho cercato di cambiare. Questo cambiamento non è avvenuto ed io sono contenta così, perchè nonostante i miei sbagli riesco ancora a provare emozioni e se sbaglio è proprio perchè ne sono capace, ma soprattutto perchè so che tra la ragione, o meglio tra raziocinio e calcolo, c'è un filo troppo sottile, troppo debole, che tende a spezzarsi e ad unire le due cose! Preferisco inoltre tentare, non negarmi la sorpresa o il dispiacere di ciò che gli eventi futuri mi porteranno. Non voglio precludermi nulla e non voglio star ferma a ragionare mesi su una cosa, indecisa se farla/dirla o meno, rischiando oltretutto di perderla, e rimuginando in maniera a dir poco eccessiva su tutti gli effetti negativi che questa potrebbe avere.
Quando agisco di istinto o di cuore so che soffrirò molto, ma almeno avrò meno rimpianti. Quando agisco di testa invece ottengo "successi" materiali, ma che spesso sono in conflitto con le mie emozioni e io le mie emozioni vogli viverle, pur sapendo che molte cose andranno male, ma che qualcuna andrà anche bene.
Ho la consapevolezza in di non essere sempre tutta istinto, ma di avere un equilibrio che non mi permette di perdermi in inutili calcoli e non mi priva di dire/fare ciò che voglio o sento per paura che mi si rivoliti contro e facendo in modo che, se proprio qualcosa deve andar contro qualcuno, quel qualcuno sia un altro!
Bisogna lasciare la ragione agli altri perché questo li consola del non avere altro.
Andrè Gide